1. "”Se il carattere di una persona è una complessità di immagini, allora per conoscerti devo immaginarti, assorbire le tue immagini. Per mantenermi in contatto con te, devo mantenere un interesse immaginativo non per il processo del nostro rapporto o per i miei sentimenti nei tuoi confronti, ma per le immagini che ho di te.
    Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria.
    Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro…l’amore segue presto.
    Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio della ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro, ma perchè un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia.
    I rapporti falliscono non perchè abbiamo smesso di amare, ma perchè, prima ancora, abbiamo smesso di immaginare”."
    — La forza del carattere, James Hillman (via egocentricacomeigatti)

    (Fonte: pirillipirollo, via biancaneveccp)

     

  2. "I learned that people can easily forget that others are human."
    — "Prisoner" from the Stanford Prison Experiment (1971)

    (Fonte: eolithandbone, via emilybaudelaire)

     

  3. "Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio, e non quando conviene. E se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace.
    -Massimo Bisotti"
     

  4. Tanto più resistente è la corazza, tanto più fragile è l’anima che la indossa.

    Edvania Paes

     

  5. "Ignoralo e vedrai che ti lascerà stare, diceva mia madre a Gillian quando eravamo piccoli e io la stuzzicavo. Ignoralo e basta. Vuole solo attenzione. A ripensarci sembra quasi crudele riconoscere e insieme respingere il desiderio d’attenzione di qualcuno, specialmente di un bambino. Vuole solo attenzione, come se fosse una brutta cosa, neanche uno volesse soldi, potere e celebrità. Forse è per questo che adesso preferisco essere ignorato: mi è stato causato un danno irreversibile. Anzi, so bene che me ne sono stati causati tantissimi."
    — Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile (via luomocheleggevalibri)
     

  6. Sai cosa mi sarebbe piaciuto? Leggere un libro con te. Andarlo a scegliere insieme in libreria. Entrando insieme, per mano. Poi liberarci come cani sciolti, a fiutare emozioni. Darci un tempo, senza tempo. Tutto il tempo necessario per tornare all’appuntamento. Lì, accanto alla cassa, con l’espressione di vita stampata sul volto. Noi e l’amore in mondovisione.
    Sorriderci con gli occhi sapendo già quale musica mettere in auto nel viaggio verso casa. Annusare il nuovo con la consapevolezza di tutto il già letto che ci aspetta, ansioso di farci aggiungere nuovi capitoli allo spazio di un destino comune.
    - Cosa hai preso? – sussurrare senza parole.
    E tu lì a mostrarmi la tua scelta, poggiandola sulle mie mani, sopra il libro scelto da me per te.
    Avrebbe potuto addirittura essere lo stesso. Quasi sicuramente non lo sarebbe stato. Ma avremmo potuto prenderli tutti e due e decidere quale iniziare per primo subito dopo un caffè.
    E invece l’amore ci rende strani nemici.
    Non c’è più spazio per leggere insieme e allora prendo un pastello e coloro le figure, quelle belle e quelle brutte, quelle che passano, si fermano, quelle che restano ombre, quelle che si dissolvono asciugate dalle differenze.
    Ti disegnerei i bordi come un cartone animato, entrerei nel libro dopo averti disegnata, ma non a modo mio, non per cambiarti, ti disegnerei così come sei.
    Tu mi diresti che non sei così, non ci rassegniamo mai con facilità ai piccoli difetti dell’anima.
    La crediamo perfetta ma non lo è perché è nostra e noi non lo siamo.
    E mentre agosto si fa settembre troppo in fretta mi accorgo che stranamente quest’anno non mi dispiace poi tanto.
    Questo svela la sottile insoddisfazione, le impalpabili malinconie, il desiderio di sovvertire il “beltempo” dell’inadeguatezza verso un autunno sereno.
    Guardandoti ho pensato che son nato per perderti.
    Ho lasciato i miei sogni nel sogno.
    Cambio rigo ma ancora ti scorgo.
    Mi piacerebbe scordare chi eravamo per rincontrarci come siamo.
    E tu cercami in trentaquattro anni di cassetti, in mezzo ai cambiamenti, per accorgerti che mi hanno reso uguale.
    E poi richiudimi che forse non è più tempo per le favole_
    (Massimo Bisotti)

     
  7. aniceinbocca:

    Sempre.

    Poi valli a richiedere.

    (Fonte: imgfave)

     

  8. Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di questo abbraccio e non chiedere altro perchè la vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici, stasera, adesso, non è già l’ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua, perchè se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa, questi sono problemi solo tuoi, fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più. Sei tu che confondi l’amore con la vita.

    Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici

     

  9. "

    – Ti stai innamorando di lei?

    – Questo fa di me un disperato?

    – No, no, credo che… Io dico che chiunque si innamori è un disperato. Innamorarsi è una pazzia. È come se fosse una forma di follia socialmente accettabile.

    "
    — Her (via darioferra)

    (via wirta)

     

  10. "Da me si era aspettata la salvezza, ma io l’avevo delusa. Anch’io ero perduto, come lei, una persona annientata, anche se con lei non l’avevo ammesso, lo sentiva, lo sapeva. Da una persona simile non poteva venire la salvezza. Al contrario una persona simile gettava uno ancor più profondamente in una disperazione senza via d’uscita."
    — Thomas Bernhard, Ja. (via egoteque)
     

  11. Le lacrime che dai nostri occhi
    vedrete sgorgare
    non crediatele mai
    segni di disperazione
    Promessa sono solamente
    Promessa di lotta

    (Panagulis)

     

  12. "Il tedio non è la malattia della noia di non aver nulla da fare, ma una malattia più grave: sentire che non vale la pena di fare niente."
    — Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine (via doppisensi)

    (via biancaneveccp)

     

  13. "Il tempo per tornare l’hai avuto. Non l’hai fatto, adesso mi diverto io."
     

  14. "Mi interessano i poeti di un certo tipo: non i poeti della poesia ‘pura’, della parola senza destinatario che ha la presunzione di essere atemporale, astorica, eterna. Bensì i poeti ‘moltiplicatori di progresso’, come dice Rimbaud, della parola discorsiva, quotidiana, concreta, proiettata nel futuro; poesia che non si limita a ‘ritmare’ l’azione, ma va più avanti. Poeti, come dice Majakovskij, che non rimangono al loro posto aspettando che l’avvenimento passi, per rispecchiarlo, ma si slanciano in avanti per trascinare con sé il tempo stesso"
    — Nazim Hikmet (via egocentricacomeigatti)

    (Fonte: elegialane, via egocentricacomeigatti)

     
  15.